martedì 29 maggio 2012

Il pellegrinaggio a Gerusalemme

Gerusalemme è meta di pellegrini ebrei, cristiani e musulmani.
Nell'Antico Testamento Gerusalemme è il luogo in cui si vive la fraternità, che in genere non è tipica delle città: nella sacra Scrittura la città ha inizio con Caino, che è fratricida (cf. Gen 4,17). Il Salmo 133, uno dei salmi delle ascese (cf. Sal 120-134) - canti del pellegrinaggio a Gerusalemme -, annota come sia bello per i fratelli vivere insieme: è un canto in uso al termine del pellegrinaggio a Gerusalemme. Gerusalemme nella sacra Scrittura è la città alla quale si tende, città della pace; sul monte Sion - nome poetico di Gerusalemme che richiama la città di Davide, re ideale - si raduneranno tutti i popoli per un banchetto (cf. Is 25,6-13): allora non ci saranno più la morte nè il pianto.
Il testo di Isaia è richiamato dall'Apocalisse (cf. Ap 21,1-4): i significati qui si arricchiscono, perché Gerusalemme è la Sposa dell'Agnello immolato e vittorioso che è Cristo Gesù, e si è invitati ad un banchetto - il banchetto eucaristico - che è anticipazione di quello futuro (cf. Ap 19,9).
Per gli ebrei, il Muro della preghiera - muro occidentale, noto come muro del pianto - rimanda al Tempio di Gerusalemme distrutto nel 70 d.C.; per i cristiani tanti sono i luoghi della memoria di Gesù a Gerusalemme, tra cui emerge la Basilica della Resurrezione o del Santo Sepolcro; per i musulmani vi è la spianata delle Moschee che richiama l'ascesa di Maometto al cielo e l'attesa del giudizio finale.
Gerusalemme, una città unica! Una città piena di contrasti, e sorprendente. Il suo nome richiama la pace, quella pace che uno dei salmi delle ascensioni raccomanda che si chieda nella preghiera: "Chiedete pace per Gerusalemme: vivano sicuri quelli che ti amano; sia pace nelle tue mura, sicurezza nei tuoi palazzi" (Sal 122,6-7).

Il festival biblico

Il festival biblico di Vicenza è arrivato all'ottava edizione.
Il tema scelto per quest'anno era: "Perché avete paura?" (Mc 4,40). La speranza dalle Scritture. Un modo nuovo per incontrare la Bibbia.
Dal 19 al 27 maggio, sono stati realizzati 92 incontri - conversazioni, spettacoli, mostre... -; e quest'anno, per la prima volta, anche la Linfa dell'Ulivo. Focus sulle Terre Bibliche, dal 24 al 26 maggio: giornate intense che sono state inaugurate dalla relazione dell'archeologo ebreo Dan Bahat sul Santo Sepolcro.
Prima notazione: la Linfa dell'Ulivo vuole far percepire come si possano accostare le Scritture attraverso l'archeologia. Inoltre, mantenendosi in linea col tema del festival, relativo alla speranza, la scelta tematica si è posata sulla paura della morte e sulla speranza della resurrezione.
Con vivacità Dan Bahat, autore di una moltitudine di pubblicazioni - tra cui l'Atlante di Gerusalemme, Padova 2011 - ha fatto rilevare come il luogo venerato all'interno della Basilica del Santo Sepolcro sia quello attestato dai testi e dai dati archeologici.
Ha, inoltre, polemizzato nei confronti del presunto ritrovamento della tomba di Gesù e dei suoi familiari a  Talpiot. Sullo stesso tema si è soffermato il biblista don Silvio Barbaglia, in uno dei suoi interventi, in cui ha trattato degli ossuari di Gerusalemme.
Gli incontri della Linfa dell'Ulivo sono stati chiusi dal biblista don Giuseppe Bellia che, guardando al Santo Sepolcro, ha presentato la prospettiva della teologia biblica: Cristo morto e risorto, la speranza non delude.

domenica 27 maggio 2012

In partenza!


Dal 24 al 26 maggio 2012, a Vicenza, con la Linfa dell'Ulivo si è centrata l'attenzione sui luoghi di interesse biblico.
Da qui, si avvia oggi un percorso che guarderà in particolare alle Terre Bibliche, ma anche al senso del viaggiare, quale cammino, pellegrinaggio, visita, ricerca...
Punti di partenza-riferimento saranno il rimando ai testi biblici, alla loro lettura-interpretazione, e l'apporto dell'archeologia e di altre scienze per affrontare questioni oggi molto dibattute.