Nel territorio dell'attuale Iran vi sono i resti archeologici di Susa.
Susa è il luogo della diaspora dove si colloca anche la vicenda di Ester e Mardocheo, narrata nel libro di Ester. Dopo l'intervento di Aman presso il re Assuero: «Il tredici del primo mese furono chiamati i segretari del re, e in conformità agli ordini di Aman, fu scritto ai satrapi del re, ai governatori di ogni provincia e ai capi di ogni popolo, a ogni provincia secondo il suo modo di scrivere e a ogni popolo secondo la sua lingua. Lo scritto fu redatto in nome del re Assuero e sigillato con l'anello reale. Questi documenti scritti furono spediti per mezzo di corrieri in tutte le province del re, perché si distruggessero, si uccidessero, si sterminassero tutti i Giudei, giovani e vecchi, bambini e donne, in un medesimo giorno, il tredici del dodicesimo mese, cioè il mese di Adar, e si saccheggiassero i loro beni. Una copia dell'editto, che doveva essere promulgato in ogni provincia, fu resa nota a tutti i popoli, perché si tenessero pronti per quel giorno. I corrieri partirono in tutta fretta per eseguire l'ordine del re e il decreto fu promulgato nella cittadella di Susa. Mentre il re e Aman stavano a gozzovigliare, la città di Susa era costernata» (Est 3,12-15).
La Dei Verbum 15 sottolinea che l'Antico Testamento ci consegna un grande patrimonio di preghiere. Riprendiamo parte della preghiera di Ester, riportata dal testo greco di Ester 4,17: «Mio Signore, nostro re, tu sei l'unico! Vieni in aiuto a me che sono sola e non ho altro soccorso all'infuori di te, perché un grande pericolo mi sovrasta. Io ho sentito fin dalla mia nascita, in seno alla mia famiglia, che tu, Signore, hai preso Israele tra tutte le nazioni e i nostri padri tra tutti i loro antenati come tua eterna eredità, e hai fatto per loro tutto quello che avevi promesso. [...] Non consegnare, Signore, il tuo scettro a quelli che neppure esistono. Non permettere che ridano della nostra caduta; ma volgi contro di loro questi loro progetti e colpisci con un castigo esemplare chi è a capo dei nostri nostri persecutori. Ricòrdati, Signore, manifèstati nel giorno della nostra afflizione e da' a me coraggio, o re degli dèi e dominatore di ogni potere. Metti nella mia bocca una parola ben misurata di fronte al leone e volgi il suo cuore all'odio contro colui che ci combatte, per lo sterminio suo e di coloro che sono d'accordo con lui. Quanto a noi, salvaci con la tua mano e vieni in mio aiuto, perché sono sola e non ho altri che te, Signore! [...] La tua serva, da quando ha cambiato condizione fino ad oggi, non ha gioito, se non in te, Signore, Dio di Abramo. O Dio, che su tutti eserciti la forza, ascolta la voce dei disperati, liberaci dalla mano dei malvagi e libera me dalla mia angoscia!». Dio ascolta la preghiera e le sorti sono capovolte. Il libro di Ester, infatti, motiva l'origine della festa ebraica di Purim (Sorti), e ne è il rotolo - il libro - della festa. È uno dei cinque rotoli festivi (meghillot): Cantico dei Cantici (Pesach - Pasqua), Rut (Shavuot - Settimane o Pentecoste), Lamentazioni (Tisha b'Av - 9 di Av, Commemorazione della distruzione del Tempio), Qoèlet (Sukkot - Capanne), Ester (Purim - Sorti).
Ancora la visione di Daniele 8 rimanda a Susa (cf. Dn 8,2): nella visione si guarda all'esito della storia; si susseguono popoli oppressori, ma il tempo di ciò avrà una fine. In un contesto di persecuzione - quella di Antioco IV, II sec. a.C. - si invita alla fedeltà all'unico Dio, Signore della storia.
