lunedì 4 giugno 2012

Siti archeologici delle Terre Bibliche, e non solo...

Il focus sulle Terre Bibliche curato dalla Linfa dell'Ulivo, a Vicenza, ha affrontato un tema di interesse sia per gli studiosi della Bibbia e dell'archeologia in genere sia per i curiosi del mondo che ruota intorno a tutto ciò che si propone intorno alle tematiche bibliche, per discuterne da varie prospettive e con variegati interessi.
Il sito della Linfa dell'Ulivo cura la pubblicazione degli atti del convegno: www.linfadellulivo.it
A proposito degli ossuari di Talpiot: alcuni hanno voluto individuarvi la tomba di Gesù e dei suoi familiari. 
Ciò è contestato dai dati archeologici, per esempio esposti dall'archeologo Dan Bahat,
che essendo ebreo non sarebbe di per sé interessato ad affermare la resurrezione di Gesù. Dan Bahat considera attestato il luogo custodito nella Basilica del Santo Sepolcro o della Resurrezione.
Il luogo venerato non custodisce ossa, ed è conosciuto fin dal primo secolo, perché lì i cristiani celebravano - all'aperto - fino al 66 d.C.
Il luogo - come indica il vangelo di Giovanni - è nei pressi del Golgota o Calvario, ed entrambi (i resti) sono inglobati nella Basilica.
Di tale luogo fu perpetuata la memoria anche a causa della profanazione operata dall'imperatore Adriano: dopo la seconda rivolta giudaica (132-135 d.C.) volle cancellare i segni della presenza di ebrei e cristiani in quel territorio e, sul luogo venerato come memoriale della resurrezione, fece costruire un tempio dedicato ad Afrodite, di cui ancora oggi si possono osservare dei resti, in particolare entrando in un monastero russo vicino alla Basilica.
All'epoca di Costantino fu semplice 'ritrovare' il luogo venerato dai cristiani: fu abbattuto il tempio e poi fu costruita una grandiosa basilica. L'attuale costruzione è più modesta.
A Talpiot vi sono delle sepolture, ed anche se tra i nomi presenti vi sono, ad esempio, Gesù e Maria - come ben annota Dan Bahat - quelli erano nomi molto diffusi, la cui ricorrenza dice poco, rispetto alla ininterrotta tradizione legata al luogo che è all'interno della Basilica.
Qui vorrei aggiungere una nota personale: visito queste terre dal 1988. Quasi ogni anno vi ho trascorso del tempo, a volte un mese nelle vacanze estive, altre volte il periodo delle vacanze natalizie. Dal 1996 ho cominciato a farvi da guida per i pellegrini cristiani. Ma Gerusalemme è meta per ebrei, cristiani e musulmani, e ogni visita è motivo di scambio e di arricchimento.
Fin dal primo approccio con questa terra l'interesse era alto, visto che - avendo già conseguito il Bacellierato in teologia - stavo proseguendo gli studi per la Licenza (specializzazione). Oggi insegno sia nella scuola Secondaria di primo grado sia in Istituti di Scienze Religiose (collegati alla Facoltà teologica di Sicilia), ma l'interesse e lo studio non si esauriscono mai!
Inoltre questa terra è motivo di contesa, e vi sono tante problematiche che riguardano l'oggi di ebrei, cristiani e musulmani che vivono in un territorio unico e complesso. Un'attenzione va data anche all'attuale situazione in cui si vive in questa splendida terra!

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