domenica 26 febbraio 2023

Presso l'Oronte

 

Dal 1924 Antiochia sull'Oronte, o Antiochia di Siria, si trova nel territorio della Turchia. Per le vicende recenti, il pensiero va alla città ed alla Chiesa di Antiochia. Nel post del 19 aprile 2020 riprendevamo l'espressione di papa Francesco: «Amata Siria».
Nei tempi, la città di Antiochia ha subito gli effetti di molti terremoti: quello dei nostri giorni è l'ultimo di una serie. Si ricorda, tra i tanti, quello del 115 d.C. mentre vi era in visita Traiano.
Antiochia si trova sull’Oronte, uno dei due fiumi della Valle della Beqā’; il suo corso è nella parte settentrionale della fossa tettonica dalla quale si è costituita una depressione, la cui parte più profonda è rappresentata dalla fossa giordanica.
Alla foce dell’Oronte vi era un approdo naturale, al-Mina, cioè ‘il porto’. Tale porto ebbe una grande importanza per secoli: sin dalla preistoria vi sono attestazioni del ruolo svolto per il commercio tra Oriente ed Egeo; e inoltre con l’Egitto e l’Iberia. Si sono rintracciati dieci strati dell’insediamento riconducibili dall’VIII al IV secolo a.C.
La città di Antiochia venne fondata nella primavera del 300 a.C. da Seleuco I, che nel 301 a.C. aveva fondato Seleucia Pieria, città portuale a 40 stadi dalla foce dell’Oronte. Seleucia Pieria assicurava la vivacità economica ad Antiochia. Gli scavi archeologici mostrano le mura, le fondazioni di un tempio e l’ampio bacino del porto.
Seleuco I (301-281 a.C.) realizzò il porto di Seleucia Pieria (301 a.C.) in un punto nodale dei traffici del Mediterraneo, e presso le vie carovaniere verso l’Oriente. Da qui, l’abbandono del porto naturale di al-Mina.
Pompeo fece di Antiochia la capitale della provincia di Siria (64 a.C.): il ruolo di Antiochia crebbe. Erode il Grande, per favorire le attività commerciali trasformò l’antica pista carovaniera tra Aleppo e il mare in una monumentale via colonnata: la via attraversava Antiochia. La città fu metropoli dell’Oriente, perché era collocata nel punto di incontro delle grandi vie: era il punto di collegamento con l’Anatolia, la Siria interna, la Persia e l’estremo Oriente, la Palestina e il Mar Rosso, l’Arabia e Alessandria.
Nonostante i terremoti – oltre quello del 115 mentre vi era in visita Traiano, ve ne furono molteplici, di cui tre nel 500 –, e i rifacimenti necessari, la città di Antiochia rimarrà notevole: così è ancora nelle descrizioni del retore Libanio del IV secolo d.C., ed in altre fonti. La via colonnata superava i 27 metri di larghezza, più 9 per ognuno dei portici laterali.
La città fondata da Seleuco I Nicatore fu resa un modello di urbanizzazione ellenistica grazie alla genialità dell’architetto Xenarius: «a forma di scacchiera, con vie diritte, intersecantisi ad angolo retto, fiancheggiate da colonnati e ulteriormente abbellite con vari monumenti dai successivi re seleucidi» (M.G. Zambon – D. Bertogli – O. Granella (a cura di), Antiochia sull’Oronte. “…dove i discepoli furono chiamati cristiani…”, Fidenza (PR) 2010, 14-15). «Fu tra le prime città ad avere una sua personificazione come oggetto di culto. Creata intorno al 296-3 a.C. secondo il nuovo gusto ellenistico, dallo scultore Eutychides, Tiche è una figura femminile che rappresenta la città: seduta su una roccia (che simboleggia il monte Silpio), porta una corona turrita (la cerchia delle mura), tiene delle spighe in mano (la fertilità della pianura), e dai suoi piedi esce nuotando tra le onde un ragazzo (l’Oronte stesso)» (ib., 21-22).


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