venerdì 7 maggio 2021

Al Giordano

Il Giordano nasce dall'Hermon e rapidamente scende verso il basso: da qui viene il significato del suo nome, perché 'in rapida caduta'. Quando le acque sono abbondanti, si ammirano le sue cascate. Presto forma un piccolo lago nella piana di Hule, per arrivare un po' più in basso al lago di Galilea, o di Tiberiade, che si trova circa a 200 metri sotto il livello del mare. Esce poi dal lago e arriva al Mar Morto che si trova a circa 400 metri sotto il livello del mare. Lungo il suo percorso, il Giordano attraversa territori tra di loro molto diversi: dapprima una zona verdeggiante, a ridosso dei monti del Libano; intorno al lago di Galilea vi è una ricca vegetazione di tipo sub tropicale; dopo poco più a sud il fiume attraversa un territorio desertico fino al Mar Morto. 
Il Giordano ha una forte valenza simbolica. Seppure la terra conquistata dal popolo di Israele si estenda ad est oltre il Giordano, e il regno di Davide abbia una ampia espansione al di là della terra di Canaan, il Giordano rimane il luogo simbolo del passaggio, dell'ingresso nella terra. Attraversando il Giordano, il popolo entra nella terra guidato da Giosuè (cf. Gs 3). Tale passaggio è ricordato nel Salmo 114,3.5.
Elia attraversa il Giordano con Eliseo, andando verso est, prima di essere rapito in cielo su un carro di fuoco. Tornando sui suoi passi, Eliseo attraversa il Giordano e inizia a svolgere il suo ministero (cf. 2 Re 2,1-15).
Del Giordano è ricordata la magnificenza (cf. Zc 11,3), anche se non si tratta di un fiume possente: e pensiamo al commento di Naaman il Siro che lo mette a confronto con i fiumi della sua terra (cf. 2 Re 5,12). Naaman, di fatto, viene guarito dalla lebbra ascoltando le parole del profeta Eliseo e bagnandosi sette volte nel Giordano (2 Re 5,1-19).
Agli inizi dei vangeli, si colloca presso il Giordano la predicazione di Giovanni il Battista e il battesimo di Gesù, dopo il quale Gesù inaugura il tempo del suo ministero pubblico: da qui 'entra' nella terra e si reca nella Galilea cominciando a portare il lieto annuncio: «Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti! Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta. Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: "Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino"» (Mt 4,12-17).
Presso il Giordano, laddove Giovanni battezzava, ha inizio il cammino dei discepoli di Gesù, come narra Giovanni: «Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: "Ecco l'agnello di Dio!". E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: "Che cosa cercate?". Gli risposero: "Rabbì - che, tradotto, significa Maestro -, dove dimori?". Disse loro: "Venite e vedrete". Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio» (Gv 1,35-39). Rimasero con lui: la pienezza della gioia sarà poi nel 'rimanere in lui' (cf. Gv 15,4-11).





 

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