mercoledì 22 aprile 2020

A Cesarea sul mare



Cesarea fu la sede dei procuratori romani: dopo la morte di Erode il Grande, la Samaria e la Giudea erano state affidate ad Archelao, ma questi si mostrò spietato (cf. Mt 2,22) ed allora – nel 6 d.C. – i Romani lo esiliarono, e cominciarono a mandare dei procuratori. Tra i procuratori romani, dal 26 al 36 d.C., vi fu Ponzio Pilato. A Cesarea è stata ritrovata una iscrizione che nomina Ponzio Pilato, e che oggi è custodita nel Museo Israel di Gerusalemme.
La città, fondata da Erode il Grande, fu resa splendida e il sito archeologico ne mostra ancora i segni:  il teatro, il palazzo di Erode, l'anfiteatro, il porto, l’acquedotto.  La collocazione lungo la riva del mare aggiunge all’imponenza dei ritrovamenti archeologici i colori e le luci tipiche del Mediterraneo, rendendo il luogo particolarmente suggestivo.
A Cesarea, mentre Pietro sta parlando di Gesù a Cornelio e alla sua famiglia (cf. At 10,34-48), si verifica l’effusione dello Spirito Santo: è una ‘nuova Pentecoste’ per gente pagana, come a Gerusalemme si era verificata per l’ambiente giudaico. Ciò aprirà alla comprensione della portata universale dell’annunzio della salvezza: «Dunque anche ai pagani Dio ha concesso che si convertano perché abbiano la vita!» (At 11,18).
Pietro e Paolo passarono da Cesarea più volte (cf. At 9,30; 12,18-19; 21,8-14); e da lì partì Paolo, dopo la lunga prigionia (cf. At 23,23-26,32), alla volta di Roma (cf. At 27,1-2).
A Cesarea Paolo rimase in prigione per due anni, perché il procuratore Felice sperava che pagasse per uscire (cf. 24,26-27). Sempre a Cesarea, Paolo rese la sua testimonianza davanti ad Erode Agrippa I (cf. At 26,1-23), quasi riuscendo a convincerlo a farsi cristiano (cf. At 26,28).
Dopo i fatti narrati in Atti, a Cesarea si collocano lo scoppio nel 66 d.C. della prima rivolta giudaica e, nel 67 d.C. l’acclamazione di Vespasiano come imperatore.
Figure prestigiose del cristianesimo dei primi secoli sono collegate a Cesarea: Origene (III secolo), che va ricordato per lo studio della sacra Scrittura;  il vescovo Eusebio (IV secolo), che ci rende note molte delle vicende legate ai luoghi santi. A Cesarea vi era una biblioteca prestigiosa.
Cesarea ebbe ancora la sua importanza in epoca crociata.
Il porto di Cesarea fu presto sommerso, perché sprofondò la roccia tra due faglie geologiche, distanti tra loro 250 metri: è osservabile con l'esplorazione subacquea, e se ne può valutare l'imponenza, che si rileva dalla descrizione che ne fa Flavio Giuseppe  (cf. Guerra I,411-413). Comunque, la sosta presso questo luogo richiama la partenza degli evangelizzatori; ricorda la ‘corsa della parola’ che viene portata fino agli estremi confini della terra.


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