martedì 14 aprile 2020

Gerusalemme


A Gerusalemme il muro della preghiera, il muro occidentale, detto popolarmente 'muro del pianto', è la meta del pellegrinaggio degli ebrei.
Si tratta del muro occidentale della collina sulla quale vi era il tempio fino al 70 d.C., quando i romani lo distrussero durante l'assedio realizzato sotto il comando di Tito. L'assedio fu posto dal monte Scopus e, secondo le narrazioni, da un incendio accidentale fu provocato il crollo del tempio.
Da 63 a.C. i romani avevano il controllo della Palestina. La prima rivolta giudaica, che esplose nel 66 d.C., fu la causa - infine - dell'assedio di Gerusalemme.
L'attuale piazza antistante il muro è stata organizzata dal 1967.
Oggi, davanti al muro vi sono due cortili, uno per gli uomini ed uno per le donne. Tale divisione richiama i cortili che vi erano attorno al tempio di Gerusalemme.
Le grandi pietre che si vedono nella parte bassa del muro - pietre con dei margini tipici delle costruzioni erodiate - sono dell'epoca di Erode: nel 20 a.C. Erode il Grande aveva fatto costruire delle mura per sostenere la spianata del tempio. La parte superiore del muro ha subito danni ed è stata restaurata nel VII secolo dagli omayyadi, ma con pietre di fattura diversa, squadrate e senza margini; ed ancora un restauro con pietre più piccole fu fatto dopo il terremoto del 1033.
Il muro occidentale è il centro ideale del quartiere ebraico della parte antica della città di Gerusalemme.

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