mercoledì 29 aprile 2020

Anch'egli è figlio di Abramo!



Gerico si trova a circa 258 metri sotto il livello del mare, perché è nella fossa del Giordano: la città, al livello più basso al mondo, si trova in un'oasi naturale nel deserto, grazie ad una preziosa sorgente d'acqua.
Proprio per le sue caratteristiche particolari, Gerico è stata sede di insediamenti umani e di città dall'epoca preistorica, ed in pratica continuamente. Gli scavi archeologici di Tel es-Sultan evidenziano la presenza di un insediamento umano dell'8000 a.C.: uno dei più antichi insediamenti umani, che fino a pochi anni fa si usava indicare come la 'città più antica del mondo'. Dell'antico insediamento si ammira, in particolare, una torre di pietra.
Gli scavi evidenziano circa dodici livelli: insediamenti di tempi successivi.
La Bibbia parla di Gerico all'inizio della conquista della terra sotto la guida di Giosuè (cf. Gs 2; 5,13-27). Il territorio fu assegnato ai figli di Giuseppe, cioè alle tribù di Efraim e Manasse.
Non lontano dal sito di Tel es-Sultan vi è un luogo ricordato come la sorgente di Eliseo (cf. 2 Re 2,19-22).
In una zona diversa si trovano le tracce della Gerico erodiana. Erode il Grande prese in affitto l'oasi di Gerico da Cleopatra, che l'aveva ricevuta da Marco Antonio. Dopo il suicidio di Cleopatra e Marco Antonio (30 a.C.), Erode il Grande l'ha ricevuta da Ottaviano. Come era nell'uso di Erode, abbellì la città con il suo palazzo, l'ippodromo, il teatro.
Gerico fu saccheggiata dai romani nel 68-69 d.C., mentre era in corso la repressione della rivolta giudaica.
Nel territorio del deserto, intorno a Gerico, in epoca bizantina sorsero monasteri, come il monastero che poi prese il nome di San Giorgio di Koziba. Ben visibile da Gerico è il monastero su Gebel Quruntul, noto anche come Monte della Tentazione, dove si vogliono ricordare i quaranta giorni di Gesù nel deserto, prima del suo ministero pubblico.
Dopo la sconfitta dei crociati del 1187, ad opera di Saladino, Gerico si ridusse ad un povero villaggio.
Gerico, che cominciò a riprendere importanza dopo la prima guerra mondiale, si trova nel territorio palestinese.

Tra i segni imponenti della presenza omayyade (661-750), a nord di Gerico vi è Khirbet el-Mafjar, il cosiddetto Palazzo di Hisham, probabilmente dovuto a Walid ibn Yazid, successore di Hisham ibn Abd al-Malik (724-743). Al centro del cortile vi è un monumento, che è come una 'finestra', espressione dell'adattamento omayyade di un motivo, in questo caso, romano. In un edificio riservato al califfo vi è uno dei mosaici pavimentali più belli della Terra Santa.

Gerico nei vangeli richiama due episodi: la guarigione del cieco Bartimeo (cf. Mc 10,46-52 e parr.) e l'incontro di Gesù con Zaccheo (cf. Lc 19,1-10). Si tratta di due discepoli. Del cieco guarito si dice che si mise a seguire Gesù per la via: si pone al suo seguito, mentre Gesù sta per entrare a Gerusalemme. Anche l'incontro con Zaccheo si pone alla fine del cammino di Gesù verso Gerusalemme. Zaccheo, incontrato Gesù, dà una svolta alla sua vita, mostrando nella concretezza la sua conversione: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto». A lui Gesù rivolge una parola forte; era un peccatore pubblico, e del resto lui stesso ammette di avere rubato, ma viene riconosciuto come 'figlio di Abramo', il padre della fede al quale Dio ha fatto la promessa di una discendenza numerosa: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch'egli è figlio di Abramo».

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