lunedì 13 aprile 2020
Verso Gerusalemme
Se Gerusalemme è il punto di arrivo e di partenza del pellegrinaggio dei cristiani, nell'opera di Luca - Vangelo di Luca e Atti degli Apostoli - Gerusalemme ha un ruolo centrale.
Il Vangelo di Luca narra gran parte del tempo della predicazione di Gesù come un cammino verso Gerusalemme. A partire da Luca 9,51 si legge che Gesù «si diresse decisamente verso Gerusalemme». Si avverte l'intenzionalità del volgersi verso il luogo del compimento del suo servizio.
E da Gerusalemme partirà l'annuncio: «Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme» (Lc 24,46-47).
Sfogliando le pagine dell'opera lucana ci accorgiamo che il Vangelo di Luca inizia e finisce a Gerusalemme. Anzi, più precisamente, nel tempio di Gerusalemme (cf. Lc 1,5-22; 24,52-53). Il riferimento a Gerusalemme si ritrova, già prima dell'avvio del cammino di Gesù verso Gerusalemme, in punti chiave. Nei primi due capitoli di Luca, detti 'vangeli dell'infanzia', dopo l'apertura nel tempio con l'annuncio a Zaccaria della nascita di Giovanni (cf. Lc 1,5-25), tutto si conclude con il pellegrinaggio a Gerusalemme per la Pasqua, in quella occasione in cui Gesù si ferma a discutere con i dottori del tempio, e dove viene ritrovato da Maria e Giuseppe (cf. Lc 2,41-50).
Anche le tentazioni nel deserto si concludono a Gerusalemme, e ciò vale solo per il Vangelo di Luca; una annotazione finale fa guardare al tentatore in ritirata ma pronto a ripresentarsi a Gerusalemme per provocare la condanna di Gesù (cf. Lc 4,9-13; Lc 22,1-3).
Il cammino di Gesù verso Gerusalemme viene scandito nel testo in tre momenti (cf. Lc 9,51; 13,22; 17,11). Quindi in Luca 19,28 inizia la salita verso Gerusalemme.
Quando fu vicino alla città, alla sua vista, pianse su di essa (cf. Lc 19,41), quindi entrò nel tempio (cf. Lc 19,45).
Da qui in poi, tutto si svolge a Gerusalemme. Eventi centrali sono la passione, morte, sepoltura, resurrezione e ascensione al cielo (cf. Lc 22-24 e At 1,1-11). Sempre in Gerusalemme si colloca la discesa dello Spirito Santo, dopo l'elezione di Mattia nel gruppo dei Dodici, e l'inizio della predicazione con le vicende della prima comunità cristiana (cf. At 1-5).
A partire da Atti 6 si prepara la diffusione del vangelo fuori da Gerusalemme, verso la Samaria, e via via verso gli estremi confini della terra, come indicato in Atti 1,8: «mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra».
In Atti, Gerusalemme rimane - comunque - punto di riferimento: lì vi è la Chiesa Madre di tutte le Chiese. Così si farà riferimento a Gerusalemme per dirimere una questione cruciale in quel tempo, riguardante le condizioni per l'ammissione dei pagani nella comunità (cf. At 15,1-33). Gerusalemme è anche nell'orizzonte di Paolo quando vorrà tornarvi per rendere la sua testimonianza di fede, sull'esempio di Gesù Maestro che si è recato a Gerusalemme sapendo ciò che lo attendeva (cf. At 19,21; 20,22-24).
Al di là dei testi lucani, Gerusalemme ha una valenza di rilievo nella Scrittura tutta. Qui accenniamo soltanto al Salmo 122, uno dei salmi delle ascese (cf. Sal 120-134), e cioè che venivano cantati - alla fine del pellegrinaggio - salendo al tempio di Gerusalemme. Nel Salmo 122 guardare a Gerusalemme va oltre la meta terrena. Alla fine del libro dell'Apocalisse vi è la visione della Gerusalemme che discende dai cieli (cf. Ap 21-22). Il salmo - che è una preghiera - inizia dicendo: «Quale gioia, quando mi dissero:"Andremo alla casa del Signore"» (Sal 122,1).
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Grazie professoressa, ottima l'idea del blog. Riflessioni molto belle.
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