martedì 21 aprile 2020

Un forestiero a Gerusalemme!


«Solo tu sei forestiero a Gerusalemme!». Così dissero a Gesù i due che andavano afflitti e tristi verso Emmaus (cf. Lc 24,13-18): non riconobbero il Signore, videro un estraneo, uno straniero.
Vi sono almeno tre località individuate come possibili Emmaus; recentemente se ne è aggiunta una quarta.
La località che in epoca bizantina era considerata Emmaus è Latrun-Nicopolis: questa è la località che ha la più antica attestazione, e si trova a circa 160 stadi da Gerusalemme. Il luogo è indicato da Eusebio (330), ma fu dimenticato dopo il 639 quando la peste lo cancellò. Fino al 1967 il villaggio arabo Amwas, sul posto, conservava in pratica la memoria del nome Emmaus. In questo luogo vi sono i resti archeologici di una chiesa bizantina, all’interno della quale sorse successivamente una chiesa crociata. Anche i resti del battistero sono di epoca bizantina.
Nell'episodio narrato in Luca 24,13-35 Emmaus è collocata, in genere, a 60 stadi da Gerusalemme, circa 12 chilometri; ma in alcuni manoscritti è indicata a 160 stadi. La collocazione della località di Emmaus a 160 stadi potrebbe apparire non compatibile col racconto, dove sembra che la distanza Gerusalemme-Emmaus e ritorno sia stata coperta in una sola giornata. Ma leggendo con attenzione Luca 24 ci si rende conto che sono inclusi 'in uno stesso giorno' eventi che arriverebbero a comprendere l'ascensione al cielo di Gesù (cf. Lc 24,50-53). Invece, in Atti 1,1-11 si legge che Gesù salì al cielo dopo essere apparso per quaranta giorni. Vangelo di Luca e Atti degli apostoli sono in continuità, quale primo e secondo libro dell'opera lucana: in Luca 24 tutto è narrato come ‘in un solo giorno’, per evidenziare la particolarità di ‘quel giorno’, il giorno della resurrezione. L'autore, esperto narratore, non vuole falsare i dati: in Luca 24 presenta tutto come avvenuto in ‘un giorno solo a Gerusalemme’, utilizzando una tecnica narrativa di stampo ellenistico, l’unità di tempo e di luogo. Questo stile rende molto densa e vivace la narrazione. In Atti, poi, lo stesso autore parla dei quaranta giorni di apparizioni, senza preoccuparsi di mantenere il dato dell'unico giorno.
Proprio alla luce di quanto accennato, la collocazione del villaggio di Emmaus a Latrun-Nicopolis non risulta peregrina. Tra l'altro, Nicopolis è una località segnalata nella mappa di Madaba, in Giordania: si tratta di un mosaico pavimentale del VI secolo d.C. che raffigura la terra santa; la mappa - oltre Gerusalemme - segnala dei luoghi noti in quel tempo, e tra questi Nicopolis.
In epoca crociata, non avendo più memoria del luogo conosciuto in epoca bizantina, si pensò di individuare come Emmaus, a 60 stadi da Gerusalemme, la località che oggi si chiama Abu Gosh. Nel II secolo d.C. in questo luogo era stanziato un distaccamento della X Legione, che costruì una cisterna sopra la sorgente. Qui sorse poi la bella chiesa crociata che è arricchita da resti di affreschi. La cripta, di epoca medioevale, ingloba la cisterna romana; una iscrizione ricorda lo stanziamento della X Legione. L’attuale villaggio di Abu Gosh sorge alla base dell’altura di Kiriat-Iearìm, dove sostò l’arca dell’alleanza per venti anni (cf. 1 Sam 6,21-7,2), prima di essere portata da Davide a Gerusalemme (cf. 2 Sam 6). A Kiriat-Iearìm vi è un santuario dedicato a Maria Nostra Signora dell’Arca dell’Alleanza. Il santuario sorge sulle rovine di una chiesa del V secolo.
Ancora su una strada romana che scende verso la pianura venne individuato un altro luogo, sempre a circa 60 stadi da Gerusalemme: si tratta di Qubeibe. Ciò è avvenuto anche perché, nel frattempo, la via che passava per Abu Gosh era poco usata. Il luogo, comunque, deve essere stato utilizzato già nel XII secolo per la sosta di pellegrini che si recavano a Gerusalemme, e in seguito venne indicato come Emmaus.
Tutti questi luoghi sono importanti: al di là della possibilità di individuare con certezza la localizzazione di Emmaus, ognuno di questi è stato luogo di transito di tanti pellegrini, e porta con sé una ricchezza di storia e di storie; sono luoghi di testimonianza della fede e di ascolto del vangelo che è annuncio di resurrezione.
Accostandosi ai due di Emmaus, percorrendo lo stesso cammino, anche se sta portando lontano da Gerusalemme, si incontra il Signore: sembra uno straniero, ma la Parola compresa scalda il cuore. Si pensava di avere a che fare con uno straniero, ed adesso lo si invita a fermarsi. A tavola, nel pane spezzato, si riceve il dono di riconoscere il Signore: la gioia di questa esperienza non viene meno quando non lo si vede più. Anzi, si corre per comunicare a tutti la gioia dell'incontro con il Signore.

2 commenti:

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  2. una domanda...a proposito di tempistica delle apparizioni dopo risorto...oltre alla apparizione nello stesso giorno ai discepoli di Emmaus, ci sarebbe anche la stranezza che Gesù disse a Maria di Magdala «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno» invece lo videro sia alla sera stessa secondo Gv 20... (quindi a Gerusalemme) ed eventualmente anche ai due in viaggio verso Emmaus...in anticipo rispetto alla apparizione successiva del Lago di Tiberiade ed a quella durante il cammino verso Betania dove al 40 giorno avviene l'ascensione. Come districarsi tra queste varie affermazioni?

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