mercoledì 20 maggio 2020

Al pozzo di Samaria

Al pozzo di Sicar, Gesù incontra una donna samaritana (cf. Gv 4,1-42). Conosciamo bene l'episodio, in cui il dialogo, avviato da Gesù, conduce al suo rivelarsi a lei come Messia. Da qui, il raduno dei samaritani che riconoscono: «abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».
Tutto parte da una semplice domanda di Gesù: «Dammi da bere». Da una richiesta ordinaria si passa alle questioni tra Giudei e Samaritani, si parla di un'acqua-dono che è lo Spirito Santo (cf. Gv 7,37-39; 19,33-37), si arriva alla dichiarazione sul Messia, fatta da Gesù: «Sono io, che parlo con te».
È particolare il percorso che fa passare da questioni come quella riguardo il luogo giusto per adorare il Signore. Da Gesù, intanto, viene una parola inedita: «Credimi, donna, viene l'ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. [...] viene l'ora - ed è questa - in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». A volte ci si dimentica dell'essenziale.
Sappiamo che Gesù non trascura il tempio né le feste a Gerusalemme, ma presso quel pozzo, con la sua parola, invita a riflettere: prima del luogo esteriore, vi è uno spazio interiore in cui accogliere il 'dono di Dio'; si tratta dello Spirito Santo, di cui in seguito dirà: «lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità» (Gv 16,13).




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