mercoledì 6 maggio 2020

Vino buono a Cana

Cana è un villaggio vicino a Nazareth. Vi sono due siti individuati come la Cana di Galilea segnalata dal Vangelo di Giovanni (cf. Gv 2,1; 4,49). In uno dei due siti, quello più visitato dai pellegrini, vi è una chiesa recente (1881) che in un livello inferiore del pavimento ha una iscrizione del IV-V secolo in aramaico.
A Cana di Galilea, in Giovanni, hanno inizio i 'segni', indicatori dell'identità di Gesù (cf. Gv 2,1-12). Gesù si fa conoscere, si rivela, attraverso segni e parole: è il modo con cui nella Bibbia Dio si fa conoscere. Giovanni presenta sette segni, un numero che dice pienezza, completezza, senza per questo tacere che compiva alche altri miracoli-segni: questo viene sottolineato subito dopo la narrazione del primo segno a Cana (cf. Gv 2,23; 3,2). In Giovanni, Gesù si trova a Cana anche quando compie il secondo segno, che chiude una prima fase della sua rivelazione: è la Vita, come è indicato fin dall'inizio del Vangelo di Giovanni (cf. Gv 1,4; 14,6).
In Giovanni 2,1-12, in un contesto di nozze Gesù si rivela come 'lo Sposo' (cf. Ap 21-22; Mc 2,18-22), e ciò nell'Antico Testamento rimanda a Dio-Sposo di Israele (cf. ad esempio Is 54,5; Os 1-2). 
Nel testo è presentata la madre di Gesù col titolo 'donna', che sarà ripreso da Gesù alla croce (cf. Gv 19,26). La madre è immagine della Chiesa. Nell'Apocalisse - testo sempre dell'area giovannea - la visione della donna vestita di sole, immagine della chiesa, richiama la madre (cf. Ap 12).
La presenza della madre a Cana mostra la fede della madre che dice: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
Segue il segno: vino buono, sempre, e fino alla fine. È il dono dello Sposo Gesù. L'abbondanza di vino e la bontà di quel vino, richiamano i tempi del Messia, e il brano si chiude affermando che i discepoli credettero in Gesù.


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