Nel brano, inizialmente, tutto parla di impurità: una regione pagana, un deserto, una zona di sepolcri. Ed in questo luogo vive un uomo indemoniato, di cui viene descritta la gravità della situazione, come nei casi in cui si prepara una guarigione miracolosa. La condizione dell'uomo è come vicina alla morte: vive in territorio di morti, è separato dagli altri, è un uomo ormai portato alla morte.
Gesù prega, ma la liberazione non avviene immediatamente. Si avvia un dialogo che mostra che lo spirito conosce il nome Gesù, e la sua identità. Lo spirito, dal nome Legione, supplica Gesù. La Legione chiederà di non essere cacciata dalla regione, ma dichiarando il suo nome si consegna a Gesù stesso. La liberazione, infine, non sarà solo dell’uomo, ma della regione tutta.
I mandriani portano la notizia in città e la gente va a vedere, quindi sono i testimoni di ciò che è accaduto: quello che era stato indemoniato, ora era vestito e sano di mente.
Gesù dovrà andarsene, e non sarà suo compito portare il lieto annuncio in questa area: per primo lo farà proprio quest'uomo liberato. Mentre Gesù risaliva sulla barca, l'uomo liberato lo prega di permettergli di stare con lui. Gesù non glielo permise (cf. Mc 3,13-15), ma gli dà un incarico: annunziare nella sua casa quello che il Signore ha fatto e la misericordia che gli ha usato. Questi si mise a proclamare non solo a casa sua, ma nella Decapoli: risanato diventa il primo annunziatore-enangelizzatore nel territorio liberato.
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