lunedì 4 maggio 2020

Masada

Masada, di fronte al Mar Morto, nel deserto, si erge come una rocca inespugnabile. Il luogo fu fortificato da Alessandro Ianneo (103-76 a.C.). Nel 43 a.C. Erode il Grande la conquistò, e vi mise al sicuro i familiari nel corso del contrasto con Antigono. In quella occasione, Erode verificò l'importanza strategica del luogo, perché durante un acquazzone una cisterna si riempì d'acqua, elemento fondamentale per vivere in una regione desertica. Tra il 39 e il 31 a.C., Erode rese la località adatta ad un soggiorno anche lungo. I resti dei palazzi sono notevoli. 
A Masada si rifugiarono gli zeloti nel corso della prima rivolta giudaica contro i romani (66 d.C.). I romani, al comando di Flavio Silva, circondarono Masada: sono ancora visibili i segni degli accampamenti romani. Gli zeloti avrebbero potuto resistere a lungo. I romani cominciarono a costruire una rampa per arrivare alla vetta della rocca: anche della rampa sono visibili i segni. Constatato che prima o poi i romani sarebbero entrati a Masada, gli zeloti, guidati da Eleazaro, decisero di togliersi la vita per non diventare schiavi. I romani, entrando a Masada (74 d.C.), rimasero colpiti dal coraggio di questi che avevano preferito la morte alla schiavitù. La vicenda è narrata da Flavio Giuseppe nella Guerra giudaica. Per queste vicende, Masada assume una forte valenza simbolica per Israele.
Oltre ai resti delle costruzioni erodiane, vi sono quelli delle realizzazioni degli zeloti.
Nella sinagoga si sono trovati frammenti dei Canti dei servizi del sabato, testo proveniente da Qumran, che si trova più a nord sempre di fronte al Mar Morto; Qumran fu occupata dai romani dal 68 fino alla caduta di Masada nel 74.
In epoca bizantina a Masada si insediarono dei monaci (V secolo): si tratta di una delle esperienze di monachesimo nel deserto. Anche di questa presenza vi sono le tracce, quali i resti di una piccola chiesa con pavimento mosaicato.


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