sabato 16 maggio 2020

Perché sono caduti gli eroi?



A sud del Mare di Galilea vi è Bet Shean, una splendida città romano-bizantina, sorta in un luogo favorito dalla ricchezza di acqua. Un tell (altura tipica, che richiama per la forma un vulcano, sulla cui cima vi sono resti archeologici) custodisce le fasi più antiche del luogo: 18 città sovrapposte, di cui la prima vera e propria città è del 3000 a.C., ed è nominata in testi egiziani. Alle mura della città furono esposti i corpi di Saul e Gionata, dopo la disfatta ai monti di Gelboe (1004 a.C.). Si ricorda a tal proposito il lamento di Davide (cf. 2 Sam 1,17-27), in cui ricorre il ritornello: «Perché sono caduti gli eroi?».
Dopo l'epoca di Salomone si torna a parlare della città nel III secolo a.C., si trova ai piedi del tell ed ha il nome di Scitopoli. Assunse il nome di Nisa - rimando al culto di Dioniso - sotto Antioco IV (175-164 a.C.). Dal 107 a.C. sotto controllo ebraico; nel 63 a.C., da Pompeo la città fu inserita nella Decapoli.
La città si è sviluppata nel II secolo d.C. e divenne uno dei centri tessili dell'impero romano, nota per la produzione dei tessuti di lino.
Nel IV secolo vi era una rilevante presenza cristiana, mentre la città diventava la capitale della provincia della Palestina secunda.
Con la conquista araba riprese il nome di Beisan, ma intanto la città era in declino, e ciò si completò con il terremoto del 749.
Si ammirano oggi i resti della città: l'impianto delle strade e delle strutture, le terme e il teatro, il tempio e il ninfeo, la basilica e l'anfiteatro. Nel Monastero della Signora Maria si ammira un calendario musivo, in cui i mesi sono rappresentati attorno al sole e alla luna.

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